CONOSCERE FIRENZE

Gli studenti del “Buontalenti” guidano una quarta elementare a Palazzo Vecchio e in piazza della Signoria.

Il 7 giugno, dodici studenti dei due plessi hanno condotto una visita guidata per una quarta dell'Isitituto Comprensivo di Sesto Fiorentino, sotto la supervisione del prof. Claudio Gulli. Ognuno ha illustrato ai bambini un'opera o un ambiente del palazzo o della piazza, riuscendo a suscitare la loro curiosità. Alla fine, il ringraziamento è stato un abbraccio!
Gli studenti sono stati anche coinvolti a redigere delle brevi schede su un’opera d’arte a loro scelta, preferibilmente vista dal vero e quindi a Firenze.

Cappella dei Principi

La cappella dei Principi si trova dietro l’abside della chiesa di San Lorenzo. L’architetto Matteo Nigetti progetta la struttura nel Seicento, ma viene conclusa nei secoli successivi. Nelle vele della cupola, si possono ammirare degli affreschi realizzati da Pietro Benvenuti nel 1830. Il pittore essendo un amante del Rinascimento, riporta questa sua passione nei suoi affreschi, infatti, gli otto spicchi fanno riferimento al nuovo e vecchio testamento.
Cristhian Vincente

La Madonna Ognissanti, Giotto

La Madonna di Giotto è seduta sul trono, col Bambino benedicente. Si trovava nella chiesa di Ognissanti (oggi agli Uffizi), fu dipinta intorno al 1300. Facendo un confronto con la Madonna Rucellai di Duccio (1285), notiamo molte differenze. Lo stile di Giotto è più moderno rispetto a quello di Duccio. Per quanto riguarda la tridimensionalità, vediamo che gli angeli e gli apostoli di Giotto sono disposti uno dietro all’altro. I colori di Giotto, a contatto con la luce, risplendono.
Federico Marchese

Crocifisso di Giotto a Santa Maria Novella

Il Crocifisso di Giotto (1288-1289) è collocato al centro della chiesa di Santa Maria Novella. Ai lati di Cristo si trovano San Giovanni Evangelista e la Madonna. è uno dei primi capolavori naturalistici del pittore. Nello stesso periodo e per la stessa chiesa, Duccio di Buoninsegna, celebre pittore senese, dipinge la Madonna Rucellai (oggi alla Galleria degli Uffizi), influenzata dall'arte bizantina e gotica. Entrambi i dipinti forse erano collocati sul tramezzo.

Giotto’s Crucifix in the Church of Santa Maria Novella
Giotto’s Crucifix (1288-1289) is located in the centre of the church of Santa Maria Novella. At the sides of Christ there are St John the Evangelist and the Virgin Mary. It is one of the first naturalist masterpieces of the painter. In the same period and for the same church, a famous painter from Siena, Duccio di Buoninsegna, paints the Madonna Ruccellai (today at the Uffizi), influenced by Byzantine and Gothic art. Both paintings were maybe situated on the partition wall.
Angela Kecskes

Trinità, Masaccio

Nel 1427, Masaccio dipinse a Santa Maria Novella un affresco dove vediamo, all’interno di uno spazio classico tridimensionale con un punto di fuga unico e assai in evidenza. Dio Padre regge Cristo crocifisso sotto una volte a botte e a cassettoni, e ai piedi della croce troviamo Maria e San Giovanni Evangelista. Oltre due colonne, vediamo i due committenti, inginocchiati e di profilo. Sotto di loro, si trova un altare e sotto la mensa, incassato, si trova un sarcofago su cui giace lo scheletro del defunto.
Sahan Weerawickrama

La Chimera di Arezzo del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

La scultura rappresenta il mostro mitologico di Chimera, figlio del gigante Tifone e della mostruosa Echidna. Ritrovata ad Arezzo nel 1553, fu scambiata per un'opera greca, per le sue caratteristiche tecniche e stilistiche. Realizzata nella tecnica a cera persa, scrutando l’opera si può notare l’iscrizione in lingua etrusca tincsvil (“dono votivo”). I Medici provavano una forte attrazione per la Chimera, tanto che Cosimo I la fece collocare nel Palazzo Vecchio. Da qui, nel 1870, entrò a far parte delle collezioni del Regio Museo Archeologico di Firenze, dove tuttora si trova.

The Chimera
The sculpture represents the mythological monster called Chimera, son of the giant Typhon and the monstrous Echidna. It was found in Arezzo in 1553, it was mistaken for a Greek work for its technical and stylistic characteristics. It was created by lost-wax casting technique. Looking at the sculpture, we can notice the Etruscan inscription tincsvil (“votive gift”). The Medici felt such a strong attraction for the Chimera, that Cosimo I had it collocated in Palazzo Vecchio.
From here, in 1870, it entered in the collections of the Regio archeological museum of Florence, where it still is today.
Kimberly Gacosta

Relazione finale

Qui la relazione finale del Prof. Claudio Gulli